giovedì 11 agosto 2011

Giovedì 11 agosto

11 agosto
Chinatown
Esco questa volta da solo e prendo la metropolitana che mi porta in 7 fermata nel centro finanziario di Singapore.
Il metro dopo un paio di fermate in superficie scende sotto e diventa underground. Esco alla Raffles place. La piazza è circondata da grattacieli. Ti senti una formica. Inizio a fotografare ma è di fatto una sequenza lunghissima di geometrie. Mi muovo verso la passeggiata lungo il fiume. Una sequenza di bar e locali. Qua la vita inizia la sera. Mi ferma davanti ad un ristorante che parla solo di pesce. Ed in effetti è così. Tanti acquari pieni di pesci vivi, granchi e aragoste fanno bella mostra di se. Tu scegli il pesce e l'omino lo pesca con il retino e te lo cucina. Più fresco di così.....
Continuo a scattare contrasti tra abitazioni o megli architetture del luogo con edifici finanziari. Fotografare è estremamente difficile. Una luce violenta manda in difficoltà la macchina fotografica. Qua l'ora giusta è al tramonto.
Ora mi dirigo verso Chinatown. Oggi fa caldo. Percorro New Breidge road e improvvisamente sento suoni musica vedo quello che sembra un bus coloratissimo. Immagino un corteo per qualche strana festa locale. Attraverso la strada come Tarzan con la liana attraversava la giungla ed inizio a scattare a raffica.
Il capo che dirige il corteo ferma le macchina ed il corteo inizia a scorrere..ed io continuo a fotografare.....ma poi all'arrivo di una piccola bara funebre portata in spalla da quattro uomini mi rendo conto che fotografavo un corteo funebre. Non appariva dolore nelle espressioni delle persone, nessuno piangeva...Rimetto via la macchina fotografica e silenziosamente chiedo scusa.
Continuo a camminare ed arrivo a Chinatown. Qua è tutto un susseguirsi di baracchini che ti vendono scarpette, bastoncini ecc. Souvenir per i turisti. Bello da fotografare, ma niente di più. Quello pero che si capisce che vigere la regola: ordine disciplina pulizia. Non trovi cicche, carte per terra oppure graffiti o meglio scritte sui muri, nessuno ti infastidisce. Se ti avvicini alla bara chine una pioggia di sorrisi ti cadono adosso.
Trovo il Market cinese e scendo a vedere.
Pesce di fattezze mai viste, gamberi in quantità inusuale e qua gabbiette piene di rane, enormi, probabilmente anche di tipo diverso.
Gabbie con tartarughe, sempre da mangiare, anguille, e un banco che cita anche coccodrillo fresco. Odore di pesce ma non puzza.
Ritorno fuori e continuo a girovagare e scattare foto.
Se alzi gli occhi rivedi i palazzoni e capisci immediatamente come anche Chinatown è incastonata nella città ipermoderna, ma conservando ancora la propria identità.
Mentre scrivo sono seduto al caffè Spinelli, Coffee Company San Francisco, rigorosamente con maglioncino.
Apro una parentesi sui frigoriferi locali.
Quando entri in un taxi, in un centro commerciale o nel bus, passi dai 30 gradi esterni di media a temperature che secondo me rasentano la gelateria.
Vedi edifici dove le pareti sono coperte di condizionatori.
Ma sono io lo zombie locale. Ho visto in un "frigorifero locale, leggi metropolitana" temperatura quasi gelato, con ventaglio e soffrire come una bestia.
Ormai qua seduto sto quasi congelando, esco per scaldarmi.
Bye bye a dopo per la continuazione.
Fame oggi decido per un chicken burger, ma cinese.
Poi ore 14 locali, ore 8 italiane, sosta al Starbucks così invio questa prima parte e qualche foto...forse
Ciau

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